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Paragrafo 5 . La sconfitta dei moti insurrezionali.


Le  insurrezioni  spagnola, napoletana e piemontese  determinarono  la
reazione  delle  potenze restauratrici, che si attu su  tre  livelli:
quello  consultivo  e  deliberativo dei  congressi;  quello  operativo
dell'intervento  militare;  quello  repressivo  dei  processi,   delle
condanne e delle epurazioni.
     Un  primo  congresso si tenne a Troppau, in Moravia, dall'ottobre
al  dicembre del 1820. Qui, su sollecitazione del Metternich, Austria,
Russia  e Prussia ribadirono il principio dell'intervento della  Santa
alleanza in difesa dei regimi restaurati.
     Un  secondo congresso si tenne a Lubiana da gennaio a maggio  del
1821.   Ferdinando  primo  di  Napoli,  autorizzato   dal   parlamento
napoletano  a  parteciparvi  dopo essersi  impegnato  a  difendere  la
Costituzione, dichiar che questa gli era stata imposta con la forza e
quindi chiese ed ottenne l'intervento militare dell'Austria. Lo stesso
congresso di Lubiana accord a Carlo Felice il sostegno di un corpo di
spedizione   austriaco,  da  affiancare  alle   truppe   sabaude   per
un'efficace azione repressiva.
     Le  possibilit  di  resistenza  degli  insorti  napoletani  alle
truppe  austriache  erano  assai  ridotte,  a  causa  delle  divisioni
interne,  del  contrasto con i separatisti siciliani  e  della  scarsa
consistenza  dell'esercito  costituzionale.  Il  23  marzo  1821   gli
austriaci entrarono a Napoli, ponendo fine al regime liberale.
     Anche  in  Piemonte  la  repressione fu  agevole.  L'aristocrazia
liberalmoderata, visto l'orientamento democratico assunto  dal  regime
costituzionale,  si  era  progressivamente  disimpegnata;   le   masse
popolari,  oppresse  dalle misere condizioni di  vita  ed  escluse  da
qualsiasi   opera   di  sensibilizzazione  politica,   erano   rimaste
praticamente  indifferenti; le possibilit di  contrastare  l'esercito
sabaudo,  affiancato da un consistente corpo di spedizione  austriaco,
erano  praticamente  nulle.  Il  10 aprile  le  truppe  fedeli  al  re
rientrarono  a  Torino,  dopo  che,  due  giorni  prima,  gli  insorti
piemontesi erano stati sbaragliati a Novara dagli austriaci. In  pochi
giorni fu poi restaurato il vecchio regime monarchico.
     
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     L'intervento  contro  la  monarchia  costituzionale  spagnola  fu
deciso  al  congresso di Verona, che si tenne da settembre a  dicembre
del  1822.  Accesa sostenitrice dell'intervento fu la  Francia,  dove,
dopo  l'assassinio del duca di Berry, nipote del re Luigi diciottesimo
e  presunto  erede al trono, si era formato un governo ultras  che  si
dichiar  disponibile  ad  inviare un proprio  contingente  di  75.000
uomini. Il governo francese intendeva cos controbilanciare l'egemonia
austriaca  in Italia e affermare la propria volont reazionaria  anche
contro  le forze rivoluzionarie interne. Contraria si dichiar  invece
l'Inghilterra,  che cos ruppe la sua collaborazione  con  le  potenze
conservatrici, provocando la crisi della Quadruplice alleanza.
     Nell'aprile del 1823, il contingente militare francese  entr  in
Spagna  e  si  un  alle  truppe realiste. Il  governo  costituzionale
spagnolo  si  trovava  cos  a  dover combattere  contro  un  esercito
avversario  composto  da oltre centomila uomini  ed  era  per  di  pi
indebolito dalle divisioni interne tra moderati e democratici e  dalla
ostilit delle masse contadine, che, a causa dell'influenza esercitata
su  di  esse  dalla  Chiesa, erano schierate su posizioni  decisamente
reazionarie.
     Gli   insorti  spagnoli,  a  sostegno  dei  quali  erano  accorsi
numerosi patrioti italiani, esuli da Napoli e dal Piemonte, riuscirono
a  resistere  sino all'ottobre del 1823, quando i Francesi espugnarono
il  forte  del  Trocadero, presso Cadice, dove si erano  rifugiate  le
Cortes,  trasportando  prigioniero  il  re  Ferdinando  settimo.  Alla
battaglia  del Trocadero partecip lo stesso Carlo Alberto,  schierato
dalla  parte dell'assolutismo monarchico, anche per farsi perdonare  i
trascorsi filoliberali ed essere certo di riacquistare il diritto alla
successione al trono sabaudo.
